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data: 10/12/2009

Le Alfa Romeo presentate a Volpago, una breve descrizione

6C 2300 tipo Mille Miglia (1938)
 
la 6C 2300 "Mille Miglia" è la prima berlinetta di Touring con la denominazione "Superleggera", particolare tecnica costruttiva che permette di avere una carrozzeria composta da fogli di alluminio battuti a mano rivettati su un telaio di sottili tubi d'acciaio, caratteristiche che offrono leggerezza e forme affusolate, snelle e avvolgenti.
Questa vettura è dotata di un motore a 6 cilindri in linea, bialbero, di 2309 cc con una potenza di 95 cv @ 4500 giri/min, una velocità massima di 145 km/h.
Un vettura analoga ha viinto la classe alla Mille Miglia del 1937, Boratto-Guidotti (numero di gara 119).
La 6C 2300 del Museo Alfa Romeo di Arese è perfettamente funzionante e ha subito un restauro appriofondito nel 2007. Durante la stagione in corso la vettura ha preso parte alla Mille Miglia e al Gran Premio Nuvolari.
Una curiosità: il logo "Superleggera" posto sul cofano anteriore riproduce lo stesso corsivo utilizzato da Bianchi Anderloni (fondatore della Carrozzeria Touring) sui figurini di stile, ne riproduce la grafia.
 
 
Gran Premio Tipo 158 "Alfetta" (1938)
 
l'Alfetta 158 è la monposto che ha vinto, con Nino Farina, il primo Campionato del Mondo di Formula 1 nel 1950, sbaragliando tutti i concorrenti. La stagione trionfale dell'Alfa in F.1 è continuata anche l'anno successivo, con il secondo titolo vinto da Juan manuel Fangio con la 159, evoluzione della precedente 158.
la monoposto 158 nasce nell'anteguerra, viene equipaggiata con un motore a 8 cilindri in linea, bialbero, di 1479 cc sovralimentato con un compressore, con una potenza, allo step iniziale, di 195 cv @ 7200 giri/min, una velocità massima di 245 km/h. la vettura, come tutte le auto da competizione, beneficia di un profondo lavoro di sviluppo che porta la successiva 159 ad una potenza di 425 cv (450 in prova), grazie anche all'adozione di due compressori (oltre alle sospensioni posteriori del tipo "De Dion").
La 158 diventa la protagonista dei gran premi dell'immediato dopoguerra e del nascente Campionato Mondiale di Formula 1.
Il Museo Alfa Romeo possiede un esemplare della 158, tuttora non statica, e tre esemplari della 159, di cui due funzionanti e uno chassis dimostrativo. L'Alfetta ex-Fangio ha "girao" nel 2008 al Festival of Speed di Goodwood e nel 2009 a Berna, durante la rievocazione del Gran Premio della Svizzera.
Tre curiosità:
- le "3 F", cioè Farina-Fagioli-Fangio, cioè i tre piloti ufficiali delle 158 nel Mondiale del 1950
- il Marchio posto sulla 158 è smaltato e a colori, riproduce il disegno in auge tra il 1925 e il 1945, mentre il logo della 159 è bicolore e semplificato: questo perchè durante la guerra l'azienda che realizzava i Marchi è stata danneggiata dai bombardamenti così al Portello nel 1946 si sono "auto-costruiti" il logo per le vetture che è stato "ufficiale" fino al 1950, col ruitorno ai colori con la 1900
- l'Alfetta del 1972 ha assunto questa denominazione proprio perchè equipaggiata con il ponte posteriore di tipo "De Dion", propio come l'Alfetta 159 di Fangio.
 
Stefano Agazzi
Alfa Romeo

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